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Vivere in ciclo e trovare il proprio ritmo

13 Marzo 2019

Se è vero che da un lato “C’è un tempo per seminare e uno per raccogliere”, è anche vero che tutte quante sentiamo un po’ di pressing sociale. Bisogna fare così (scuola, lavoro, famiglia, vacanze), in questi tempi, con queste modalità.

 

In questo momento storico credo che le donne, naturalmente, inizino a fermarsi e a porsi delle domande sulla loro vita e sulla loro condizione in quanto donne. E’ quindi sempre più palpabile questo risveglio dilagante.

 

Durante questo inverno, mi sono trovata a domandarmi più e più volte quale fosse il giusto modo o ritmo per fare le cose, presa da quell’ansia di dover fare di più. In il mio corpo e la mia testa mi chiedevano di studiare, di dedicarmi alla ricerca.

Possibile che poi ci sono altri momenti dove invece si ha la smania di fare?

 

Come succede in questi casi “per caso” mi sono imbattuta in Luna Rossa di – Miranda Gray. Si, è un libro che parla del ciclo mestruale. Eh no, non sono una fervida sostenitrice del “che bello avere il ciclo”. Ma è un libro che ti permette di leggere le informazioni su più livelli.

Ciclo e ciclicità

Tutti gli esseri umani vivono il ciclo della vita, che è uguale per tutti: si nasce, si è bambini, si diventa adolescenti, ci ritroviamo adulti e invecchiamo. Le donne, più che gli uomini, hanno questo senso ciclico più spiccato: oltre al ciclo della vita, abbiamo anche il ciclo mensile.

 

Quella del ciclo, oltre ad essere una questione ricorrente nella vita corporea, è anche una predisposizione mentale. Spesso si parla di “loop” o si sentono di storie che ogni X anni hanno un evento che si ripete.

Come dicevo non sto parlando solo dal punto di vista mestruale, ma è chiaro che questo aspetto sia davvero incidente su quella che è la nostra vita.

 

Non sempre ci sentiamo un’esplosione di forze creative e non sempre invece ci sentiamo che abbiamo bisogno di immergerci in natura.

Miranda Gray anni fa aveva iniziato a monitorare le sue emozioni e come si sentiva nei diversi giorni del mese. Quello che notò è che ogni mese poteva essere sovrapposto: c’erano giorni in cui era più focalizzata, giorni più generosa, altri più creativa, altri ancora che aveva bisogno di riposo. Mese per mese le varie sensazioni ripercorrevano. Così iniziò a chiedere anche ad altre donne di monitorarsi, e quello che ne emerse fu sensazionale: il mese di tutte le donne è scomponibile in quattro macro parti.

Le quattro fasi

Vergine: è il primo quarto. Qui tendiamo ad essere più energiche. Usciamo dal ciclo e quindi ci sentiamo decisamente nuove, ripulite: siamo pronte per il nuovo mese e per le nuove avventure.

 

Madre: è il secondo quarto. Le energie iniziano a tendere verso l’esterno e infatti ci sentiamo generose e creatrici. Creiamo vita o diamo voce alla nostra vena creativa.

 

Incantatrice: è il terzo quarto. La nostra energia inizia ad alterarsi piano piano. Mentre prima siamo proiettate verso l’esterno (gli altri) qui iniziamo a rivolgersi verso il nostro interno. Si possono alternare stati di quiete a stati di ansia/rabbia.

 

Strega: è il quarto quarto. Questa è la fase del ciclo vera e propria: tendiamo a ritirarci dentro a noi stesse e vivere maggiormente nel nostro corpo. Questa fase connette il vecchio mese con il nuovo, la vecchia energia con la nuova. 

Il ciclo del business

Come avrai capito, questo vuol dire che, se davvero vogliamo vivere una vita con noi stesse al primo posto, dobbiamo imparare ad ascoltarci. Non occorre stravolgere la propria vita, ma semplicemente riorganizzarla!

 

Per questo ho creato il percorso “From the idea to the project” nel rispetto di questa ciclicità. Perché non rendere più umano e sostenibile la concretizzazione di un’idea? Vivere il proprio ritmo ti permetterà di essere più bilanciata e centrata, in linea con la vera te.

 

Da qui nasce la mia idea che anche nel business c’è tempo per fare certe cose piuttosto che altre.

Perché sforzarsi ad essere creative per forza in una fase che sappiamo che di creativo non ha nulla?

Non sarebbe più facile ottimizzare le energie?

 

Tante di noi dicono che non hanno tempo, o che hanno responsabilità famigliari e lavorative che le risucchiano. Ma come dice Tony Robbins: quando prendi un aereo, durante l’illustrazione delle misure di sicurezza, cosa ti dice l’hostess? “In caso di problemi metti prima a te stessa la maschera dell’ossigeno e solo dopo a tuo figlio”. So che tante di noi per istinto se ne infischierebbero e si preoccuperebbero prima dei propri cari. Ma se pensi che sia una visione egoista, ti pongo una domanda: come puoi essere d’aiuto agli altri se prima non provvedi a te stessa?

 

Inizia ad ascoltarti!

Un abbraccio,

Carlotta

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