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Sindrome dell’impostore e multipotenziale.

Un tema emerso ultimamente, e in più occasioni, sul gruppo facebook Multipotenziale Italia riguarda la sensazione di non essere mai abbastanza e di non meritarsi il successo che ci siamo guadagnate. Questa sensazione viene chiamata Sindrome dell’Impostore, ad è un termine coniato nel 1978 da Pauline Clance e Suzanne Imes.

Anche se non è una vera e propria sindrome riconosciuta, è davvero molto diffusa. Ma in cosa consiste esattamente? “E’ una condizione psicologica che non consente di interiorizzare i propri successi. Tutto viene ricondotto a colpi di fortuna, tempismo, fato” – Wikipedia. 

Penso che a questo punto ti sia successo anche a te, o sbaglio? La cosa interessante è che nel gruppo emerge in due situazioni precise: prima del successo e dopo il successo.

Prima del successo

I multipotenziali, in generale, sono persone che sanno bene di poter ottenere facilmente un discreto successo, applicandosi. Facile ottenerlo a scuola, durante un corso o all’università. Ma quando ci troviamo nella vita vera, questa condizione ti può spaventare parecchio: spesso ci avventuriamo in nuovi o diversi sentieri, con i quali non abbiamo avuto nulla a che fare e cambiamo spesso strada o interesse.  

Quindi la domanda tipo che si pone è: “Mi sono appassionata di questo nuovo ambito, è un po’ che lo destreggio, l’ho approfondito e nel mio ho anche iniziato a sperimentare, ma non ho una certificazione! Ho paura di essere definita una ciarlatana!”.

Quello che però ho statisticamente analizzato è che i multipotenziali hanno un grado di approfondimento e un standard personale molto alto. Insomma, sono persone che pretendono molto dalla loro persona.

In particolare, in Italia, abbiamo la fobia di non essere certificati. Il “ma chi sono io per..” ci acceca e non ci fa vedere che spesso abbiamo molte più competenze di quello che pensiamo e, probabilmente ne sappiamo di più di molti altri.

Questa condizione psicologica, fa si che ci asteniamo direttamente dal metterci in gioco. E che i nostri sogni multipotenziali restino nel cassetto.

NB: Ora, non voglio che mi fraintendi: non stiamo parlando di ambiti dove, per esercitare, bisogna avere dei riconoscimenti certificati (es: medico, nutrizionista, psicologo, ecc).  

Dopo il successo

Come ai normo pensanti, situazione come complimenti, riconoscimenti per il lavoro ben svolto, per attitudini o capacità, ci capita di incassare questi riconoscimenti come dei placcaggi durante una partita di rugby. 

Si passa direttamente dal “chi sono io per farlo” al “chi sono io per meritarmelo. Quindi, nonostante ogni oggettiva evidenzia contraria, stiamo li a vergognarci.

Capita spesso anche a me di sentirmi un’impostore! Quando lavoravo ancora in agenzia, capitava spesso che mi venisse fatto un complimento per un lavoro svolto, per una soluzione trovata o, anche nel caso di una semplice palette colore selezionata; ecco, questo bastava per farmi sentire male e pensare che non ero capace a fare il mio lavoro, ma che copiavo le ispirazioni degli altri.

«La considerazione esagerata in cui viene tenuto tutto il mio lavoro, mi mette a disagio 
e talvolta mi fa sentire un imbroglione, anche se involontario»

Albert Einstein, ad un amico

Punti chiave per convivere con la Sindrome dell’Impostore.

Nessuno ne è immune: soffrono di sintome dell’impostore persino scrittori, attori e musicisti di fama mondiale. Le donne che maggiormente hanno avuto successo in ambienti di lavoro maschili, sembra ne soffrano più degli umomini.  

Smettila di essere così dura con te stessa: ricordati che essere dure con sé stesse è un’arma a doppio taglio. E’ giusto pretendere e protendere verso l’alto, però, credo anche che ci si possa anche dare più di una possibilità di riscatto.

Aumenta la tua autostima: Questo punto è essenziale. Inizia ad accettare i complimenti rispondendo anche solo “grazie!”. Ti può aiutare moltissimo fare affermazioni e riconnetterti con la parte più intima di te. In più, non ti curare delle opinioni altrui, anzi dimostra il tuo valore (se senti di non averlo dimostrato abbastanza) attraverso le azioni. 

Qual è il segreto? Cambia il tuo mind-set.

 

Tu come ti rapporti alla Sindrome dell’Impostore?

Un abbraccio,

Carlotta

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2 Comments

  • 1 ottobre 2018 AT 17:31
    Alessia Pellegrini

    Bene, penso proprio di avere (anche) questa sindrome! 😀 Evvai! XD
    Il problema, nel mio caso, è che SO di non essere ancora abbastanza competente in alcuni ambiti. Però questo atteggiamento, come dici tu, è limitante, e basta. Non serve a spronarci, né a farci migliorare, soltanto ci mortifica ogni volta che otteniamo dei successi…
    Mi hai dato uno spunto su cui riflettere!

    REPLY
    • 3 ottobre 2018 AT 15:32
      CarlottaZaina

      Alessia, c’è da dire che l’unico modo per ottenere risultati e superare questa sindrome, è sempre la stessa: FARE!

      REPLY

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