lavoro

La noia del multipotenziale.

22 Maggio 2018

Quanto è facile annoiarsi per un multipotenziale?

La risposta corretta è: facilissimo.

Quante volte abbiamo iniziato un progetto o un lavoro, che veramente ci appassionava tantissimo, e poi ci siamo sentite estremamente annoiate? Penso un milione di volte.

Lo so, pensavi di avere un disturbo di attenzione, di essere una viziata, o di essere una banderuola, e invece, cara mia, non è così, fa parte dell’essere multipotenziale. Ma un fatto è certo: la noia è uno dei sentimenti più antipatici che si possano provare. Il senso di apatia che sentiamo inizialmente che ci bagna i piedi, ma tutto sommato tollerabile, sale inesorabile nel giro di poco tempo, fino a che non ci inonda i polmoni e la mente.

Questa noia, ci crea FASTIDIO, cioè tutto quello che adoravamo fino a poco prima, improvvisamente è peggio dell’orticaria. Ci porta a uno stato tale che non riusciamo più a muovere un solo passo a sostegno di quello che stavamo facendo. 

Immagino che tu, da buona multipotenziale, riconoscerai molto bene la situazione.

Così, stanca di questo andare e venire di emozioni, che mi hanno portata solo all’inconcludenza, ho deciso di capirne di più. E, ta-da?!

Ho trovato il metodo giusto!

Come per magia ho scoperto “la scala della ripugnanza” di Pamela Slim. In cosa consiste? Semplicemente immagina uno termometro che è diviso in 10 unità (o gradi) e il mercurio rosso che sale a seconda del livello di noia. Facile no?

La cosa più interessante è che questo termometro in realtà è uno strumento che per quanto facile, tanto è importante. Esso ci indicherà esattamente quando è il momento di cambiare percorso.

Più saremo vicini all’1, più saremo felici e soddisfatti del nostro lavoro, più andremo verso il 10, più ci sentiremo stanchi e depressi.

Pamela Slim ha individuato il range entro il quale, è giusto iniziare a pensare di cambiare: a seconda dell’individuo, questo “momento clou”  può arrivare tra il grado 5 e il grado 8.

Sembra esagerato? No. Arrivare al punto 10, NON VA ASSOLUTAMENTE BENE. 

Il massimo livello di noia ci crea uno scompenso emotivo che richiede tempo e dedizione ad essere curato e riassestato. E non è solo noia, il 10° stadio porta con sé un forte senso di fallimento, di stordimento e insicurezza. 

In più in quanto essere multipotenziale non puoi permetterti di arrivare ogni volta a questo stato di apatia prima di riavvolgere il nastro. Soprattutto perché nell’arco della tua vita questa situazione ti ricapiterà più di una volta.

E come si fa a riconoscere il livello entro il quale auto-accompagnarsi alla porta? Devi ascoltarti! Ed è molto riconoscibile: gli stati energetici sono altalenanti e i momenti di “down” prendono sempre di più il sopravvento.

E’ possibile ri-allontanare la noia?

Non c’è una regola. Per alcuni multipotenziali è possibile riallinearsi e per altre no. 

Nella mia esperienza ho provato entrambe le situazioni: 

  • Mi sono ri-appassionata del progetto, quando avevo capito che avevo ancora tanto da dare e da imparare. Magari può capitare che la noia era dovuta semplicemente da un fattore esterno che mi aveva fatta allontanare e aveva catturato la mia testa. 
  • Ho deciso di mollare quando ho capito che non avevo più nulla da dare e soprattutto i miei valori e i miei perché (leggi qui) non erano più in linea con quello che stavo facendo.

L’ingrediente mancante.

Ho ripensato a tutte le cose che ho mollato per noia, e ogni volta era la stessa storia. Eppure ci doveva essere qualcosa di “riccorrente” tra le varie esperienze. Mi sono interrogata per anni, senza, però, trovare una soluzione. 
 

Infine ho capito: il mio essere multipotenziale arriva al capolinea quando non mi diverto più. Se stai pensando “grazie tante!”, ti giuro che non è scontato. E non che per me divertirsi voglia dire non lavorare o lavorare poco. IO AMO LAVORARE, e ci do dentro. 

Il mio non divertirmi più è dettato da molteplici cose: ambiente, pressioni negative esterne, mancanza di sfida, perdita fiducia e cristallizzazione della routine. 

Ora ho capito che il “divertimento” è un valore fondamentale per me. Non posso lavorare senza che divertirmi e senza che chi lavora con me provi lo stesso.

Se sei una multipotenziale sono sicura che almeno un paio di volte in vita tua, questa sensazione di noia profonda tu l’abbia provata. O no? Come ne sei uscita?

Fammi sapere la tua “storia di noia” e come hai deciso di lavorarci su!

Un abbraccio, 

Carlotta

12 Comments

  • rosaria uglietti
    22 Maggio 2018 at 10:52

    Lo trovo tanto necessario quanto delicato questo articolo, spesso, il senso di frustrazione e di inadeguatezza crea nei multi potenziali un gran senso di colpa, come se il non essere tutti uguali, oppure, tutti con la stessa soglia di noia, allegria o altro li rendesse peggiori di altre persone, complimenti per questo articolo.

  • mypunkbox Alice
    22 Maggio 2018 at 11:11

    Per anni ho pensato di avere un problema! Invece no, la mia è semplice attitudine alla noia. Ma non alla semplice noia, io da sola non mi annoio quasi mai, ho 1000 passioni e 1000 interessi. La mia noia scatta nel momento in cui sono tenuta ad occuparmi di qualcosa. Sono sempre alla ricerca di spunti nuovi e con una moltitudine di idee nella testa.
    Che fatica l’attenzione di noi multipotenziali! 🙂
    Bel post, davvero!
    Alice

  • Diara
    22 Maggio 2018 at 11:25

    Per me la noia arriva puntuale quando mi sembra di avere fatto il giro completo. Non c’è più niente da imparare, nessuna nuova sfida da affrontare.

  • Simona
    22 Maggio 2018 at 11:27

    Ciao! La noia credo abbia in se un grande potenziale, forse è proprio quando ti annoi che inizi a creare ? L’idea del termometro mi piace molto. Misurare mi piace, soprattutto me stessa. Grazie per la condivisione!

  • Alessia Pellegrini
    22 Maggio 2018 at 12:46

    Ogni articolo sembra scritto apposta per me! Se anche non sono una multipotenziale, diciamo che ne condivido moltissimi dei tratti salienti. La noia è una voragine che accompagna ogni mio progetto! Parto entusiasta, felicissima e vi lavoro davvero notte e giorno. Come dici tu, mi diverto immensamente in ciò che faccio, tanto da confondere hobby e lavoro. Poi, dopo un po’, magari proprio quando tutto inizia ad andare nella strada giusta, mi annoio. Allora mi sento fallita, inconcludente e viziata, proprio come dici tu! Sento di disprezzare quello che ho solo per un capriccio, ma è raro che riesca a riprendere un progetto se ormai ha perso, per me, il suo perché. Non riesco più a metterci niente di mio…nessun impegno né originalità, e questo ovviamente porta a effetti negativi del progetto stessi. Pensi che trovando la propria strada la noia possa essere superata?? Io personalmente adotto questo metodo: seguo tante cose tutte insieme. Ad esempio lavoro su tre siti diversi, con tematiche opposte. Ovviamente non sono progetti lavorativi, nel senso che lo sono per scopi personali e non per conto di terzi. Li porto avanti tutti e vado a periodi. Quando uno mi annoia, riprendo l’altro e così via. Non è una soluzione vera e propria ma mi ha permesso per ora di non abbandonare qualcosa in cui ancora credo. Waaa ce ne sarebbero di cose da dire!!!!😁 Spero ne parleremo anche sul gruppo o in una live!!

  • CarlottaZaina
    22 Maggio 2018 at 13:42

    <3 Rosaria <3 Grazie davvero!

  • CarlottaZaina
    22 Maggio 2018 at 13:43

    Grazie Alice! Beh sicuramente vedere in modo positivo la noia, può renderci la vita davvero molto più semplice!

  • CarlottaZaina
    22 Maggio 2018 at 13:44

    Concordo con te Diara! Io mi diverto quando posso imparare, se non posso più imparare la noia mi attanaglia!

  • CarlottaZaina
    22 Maggio 2018 at 13:44

    La noia come spunto creativo, è un concetto bellissimo Simona! Grazie! <3

  • CarlottaZaina
    22 Maggio 2018 at 13:55

    Alessia, non sai quanto mi fa piacere che tu possa riconoscerti nel mio articolo! Purtroppo la sensazione di perdita di valore la conosco benissimo ed è davvero una cosa terribile: tutto quello per cui hai lavorato duramente, all’improvviso diventa senza senso!
    Se tu riesci ad avere più progetti per le mani e non vai a fuoco, sei un portento!

  • Feffè
    22 Maggio 2018 at 15:43

    Oltre ad aver imparato un sacco di cose di cui non sapevo nulla, di questo articolo, mi ha colpito in particolare una parola: “Divertimento”. Parole Sante. Mi ci sono rivista e ti ringrazio di aver reso tutto così chiaro. Il famoso lavoro come divertimento, passione, che spesso travolge l’adulto, che si dimentica la parte del “gioco”. Grazie mille per averlo condiviso 🙂

  • CarlottaZaina
    22 Maggio 2018 at 19:40

    Mi dai un sacco di coraggio con le tue parole <3 GRAZIE!

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