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Archetipi: cosa sono?

26 Febbraio 2019

Negli ultimi mesi mi sono eclissata a causa di un attacco di perfezionismo di livello. Ho impiegato questi mesi però a studiare, che è una delle attività che amo di più.

Ho iniziato a leggere di diverse cose, ma ciò che davvero mi ha rapita, è stato il tema degli archetipi, che oggi voglio condividere con te.

Ma partiamo dalle basi: cos’è un archetipo?

Treccani da questa definizione: Nel pensiero dello psichiatra e psicologo svizzero C. G. Jung (1875-1961), immagine primordiale contenuta nell’inconscio collettivo, la quale riunisce le esperienze della specie umana e della vita animale che la precedette, costituendo gli elementi simbolici delle favole, delle leggende e dei sogni.

In sostanza, traducendo, sono immagini che sono impresse nella nostra memoria e condivise tra le persone. Queste immagini si rifanno a dei concetti ben definiti e sono interessanti da decifrare perché, in ognuno di noi, sono presenti uno o più archetipi che attiviamo a seconda della situazione.

Gli archetipi più conosciuti sono di tre tipi:

  • Legati alle figure della narrativa e quindi seguono l’evoluzione tipica del racconto (preparazione al viaggio, il viaggio, il ritorno) e sono figure, per esempio: il re, il mago, l’innocente (ecc..), riconoscibili in quasi tutte le storie.
  • Legati alle figure degli Dei dell’Olimpo che in un certo senso rappresentano dei mondi specifici, ma umani (con pro e contro)
  • Legati alla profilazione psicologica in senso più stretto e quindi più descrittivi, come per esempio il perfezionista, il donatore, il capo, (ecc…)

Oltre ad essere un mondo affascinante gli archetipi danno davvero molti spunti di riflessione in ogni ambito di vita in generale ma anche per la vita di tutti i giorni. Credo che ogni donna o uomo sulla Terra debba conoscerli per conoscersi un po’ meglio.

Le motivazioni sono tre:

IL PRIMO: In ogni donna, c’è una componente maschile (animus) e in ogni uomo c’è una componente femminile (anima). Quindi questo concetto, una volta per tutte, rende chiaro quanto sia fondamentale creare (come dice Jung) un “matrimonio” interno tra queste energie per sentirsi completi: l’uomo abbraccerà i suoi aspetti più femminili, emotivi e considerati “vulnerabili” e la donna i suoi aspetti più maschili ed energici.

IL SECONDO: A seconda della nostra personalità abbiamo innati degli archetipi e per nostra scelta possiamo decidere di attivarne altri. Come ho già detto sono un’amante della profilazione, ma la “grande novità” è che nasciamo e cresciamo per evolverci. Il conoscere gli archetipi permette di capirci di più ma ci offre anche la possibilità di avere dei modelli di riferimento a cui aggrapparci quando desideriamo cambiare uno o più aspetti della nostra vita.

IL TERZO: La vita di ognuno di noi è composta da fasi. Ti vedo già che stai alzando gli occhi al cielo e pensi “grazie al cappero!”, e invece qua ti voglio. Sembrerà ovvio, ma per molte persone, soprattutto quando è ora di muoversi e adottare dei cambiamenti, non lo è. I cicli della vita sono diversi ed è importante capire che per ogni momento ci sono delle priorità/obiettivi diversi. A livello teorico spesso questo viene capito, ma quante volte è difficile mettere in pratica? Perché quello che ci è “sempre” andato bene ora non ci va più? E’ come pretendere che un vestito che ci stava benissimo a 16 anni, ci stia perfetto dopo una gravidanza o a 70 anni.

Per oggi mi fermo qui.

Ti interessa l’argomento? Che esperienza hai con gli archetipi?

Ti abbraccio forte,

Carlotta

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