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L’importanza del chiedersi “Perché?”.

In queste settimane ho avuto modo di sottoporre a molte persone un questionario circa l’essere multipotenziale e ne è risultato che la vera criticità nell’esserlo è conciliare il lavoro con il proprio modo d’essere. 

In più, in questo periodo mi sono imbattuta più volte in un video di Simon Sinek (trovi il video qui) chiamato: “Come i grandi leader ispirano azione”. Al di là del titolo un po’ fuorviante, il messaggio di Simon è davvero notevole: ci concentriamo tutti sul “Cosa” (cosa faccio, cosa penso, cosa dico) e mai sul “perché”. Cambiando la domanda, le nostre risposte prendono subito un’altra piega e soprattutto ci fanno rendere conto se ci sono delle falle. 

Quasi tutti, siamo convinti di trovare il lavoro in base alle nostre passioni. Ma la passione è un sentimento e quindi è soggetta a cambiamento. Ovviamente per costruire un business o un qualsiasi altro lavoro, ci vuole passione, ma non possiamo pretendere che questa sia l’unico perno sul quale ergere la nostra attività. 

Tranquilla, ti capisco benissimo, ci sono caduta mille volte in questa rete. E sai per quale motivo? Non mi sono mai domandata perchè, ma sempre “come”. Quindi, a te che vuoi fare delle tue passioni un lavoro ti chiedo: perchè vuoi farlo? Ti avviso che la risposta non può essere “perchè mi fa stare bene” o “perchè mi dà del tempo libero”, sappilo! Non ti viene in mente? Ti aiuto io!

Non facciamo un lavoro solo per noi stessi. Il concetto di lavoro implica uno scambio e se vuoi far funzionare il TUO lavoro, devi considerare il mercato. Pensi che ci sia qualcuno che voglia comprare qualcosa da te perchè fare quella cosa ti fa stare bene o ti fa avere tempo per te? Qual è il tuo “insight” per cui una persona sente di dover comprare quello che fai? Cosa la fa riconoscere in te?

Dietro lo schematico “perché”, le domande da porsi sono: 

  • qual è lo scopo?
  • qual è il motivo che mi spinge a fare qualcosa?
  • quali sono i miei valori?

Vedi che dietro domande rivolte a te, sono celate domande che ti proiettano fuori da te stessa? 

Nel video che ti dicevo Simon fa l’esempio di Apple. Perché (why): “in tutto quello che facciamo, crediamo nel cambiamento dello status quo e nel pensare diversamente”, come (how): “lo facciamo progettando prodotti bellissimi, semplici da usare e intuitivi”, cosa (what): “per questo facciamo computer”.

Per farti un esempio più terra-terra, te lo faccio su di me. Perché (why): credo che bisogna far conoscere il tema dell’essere multipotenziale perchè è un concetto nel quale si riconoscono molte persone e non se ne parla abbastanza. Come (how): diffondo la mia esperienza parlando con le persone, studiando e scrivendo quello che penso a riguardo. Cosa (what): lo faccio attraverso la creazione di questo blog (e gruppo facebook). 

In questo modo, se trovi il tuo WHY, il tuo PERCHé, sarai inarrestabile. 

E tu l’hai scoperto il tuo perchè? Oppure ti è sembrato utile questo articolo?

Fammi sapere cosa ne pensi, 

un abbraccio, 

Carlotta.

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6 Comments

  • 17 maggio 2018 AT 12:31
    Il Filo di Ariadne

    Ti ringrazio per il l’articolo di sostanza! Penseró più spesso al perché, in effetti poi cade a fagiolo con quello che mi accade in questo momento della mia vita!
    Il Filo di Ariadne – https://ilfilodiariadneblog.blogspot.it/?m=1

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  • 17 maggio 2018 AT 14:26
    Diara

    Il mio perché è la convinzione che ogni donna debba avere almeno una propria fonte di reddito e abbastanza soldi da fare scelte libere.
    Il mio come è parlando di soldi:come guadagnarli, spenderli, risparmiarsi e in esteri.
    Il mio cosa è il mio blog e futuro podcast con interviste di donne.

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    • 17 maggio 2018 AT 14:54
      CarlottaZaina

      Diara, io adoro il tuo progetto!

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  • 17 maggio 2018 AT 20:23
    Alessia Pellegrini

    Molto interessante il tuo spunto di riflessione! In effetti devo pensare con più attenzione al mio perché, che è poi lo scopo per cui un progetto può andare avanti al di là degli slanci transitori di passione/entusiasmo.

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    • 18 maggio 2018 AT 16:33
      CarlottaZaina

      esatto! capire il nostro perché ci permette di essere ancorati quando arriva il ciclone. 🙂 felice di averti qui!

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  • […] cosa vorrei davvero parlare? E poi, sullo spunto di riflessione della meravigliosa Carlotta (leggi qui il suo post), mi sono chiesta: perché voglio parlare? Qual è il fine che mi muove quando scrivo e […]

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