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#multiwomen: intervista a Cecilia Lattari – alchimista contemporanea

Eccoci al secondo appuntamento con #multiwomen. Se sei capitata per la prima volta sul mio blog, ti consiglio di leggere in che cosa consiste il progetto e le altre interviste.

Oggi voglio presentarti Cecilia, l’Alchimista Contemporanea. 

Nel mio surfare sul web, alla ricerca di stimoli nuovi, mi sono imbattuta in diversi gruppi su facebook circa i Tarocchi. Nello specifico, cercavo un nuovo stimolo creativo, che tirasse fuori la parte più intima di me. E qui entra in gioco Cecilia: sono entrata a far parte del gruppo facebook che gestice, chiamato Lunatiche. 

Volevo saperne di più, capirne di più. Ho spulciato il suo sito e la sua pagina facebook da cima a fondo, incuriosita da questo nuovo mix. Alla fine, ho deciso di fare un percorso con lei circa la creatività e la parte più nascosta dentro di noi, che combina Tarocchi, piante e fiori di Bach. E’ stato di una potenza pazzesca!

Ma non voglio togliere la magia a quello che Cecilia ti sta per raccontare: iniziamo!

1) Ciao Cecilia, finalmente eccoci! Io ti ho scoperto come una persona meravigliosa. Ma per chi non ti conosce, chi sei? 

Sono Cecilia, e mi piace definirmi alchimista contemporanea. Sono una multipotenziale, parlo con le piante e non esco mai senza un mazzo di Tarocchi in borsa.

2) Fantastica! Da dove vieni? Ma soprattutto, dove sei adesso?

Vengo da Pistoia, nel cuore della Toscana. Ho vissuto a lungo a Bologna, che è la mia città del cuore: qui mi sono formata come attrice e come erborista, ho imparato ad andare in giro senza ombrello quando piove perché ci sono i portici, ho conosciuto persone che tuttora fanno parte della mia famiglia allargata, ho sperimentato la mia potenzialità in alcune delle sue forme che sono vive ancora oggi. Adesso vivo in un piccolo paese della montagna pistoiese: ci sono tornata perché volevo vivere vicino al bosco e vedere la Luna Piena luminosa nel cielo.

3) Qual è il tuo background personale?

A volte quando racconto tutto quello che faccio la gente mi guarda con due occhi così e mi dice: “scusa, ma quanti anni hai? Cento?”

Invece ne ho 39, e il mio background spazia dalla scienza al teatro: sono laureata all’Università di Bologna in Tecniche Erboristiche; sono floriterapeuta BFRP, iscritta al registro Internazionale della Bach Foundation; sono attrice professionista, diplomata alla Scuola di Teatro di Bologna Galante Garrone; sono in formazione per diventare Gestalt Counselor. 

Penso che ci sia sempre tempo per imparare qualcosa di nuovo, e che la nostra strada non debba essere per forza dritta: che le deviazioni ci facciano vedere paesaggi inaspettati, ricchi di stimoli. 

4) Concordo pienamente con te. Mi interessa molto far sapere a chi legge quello che fai, perché sei decisamente una #multiwoman fuori dagli schemi: che progetti hai ora? Di cosa ti stai occupando?

Quello che faccio è riassunto dal nome che mi sono data: alchimista contemporanea. Alchimista perché mescolo scienza ed intuito; contemporanea perché gli strumenti che utilizzo sono moderni, e perché voglio aiutarti nel qui e ora.

Mi occupo di consulenze, che servono per far scoprire alle persone i propri superpoteri: i miei strumenti sono i fiori di Bach e i Tarocchi Intuitivi, che utilizzo non in maniera divinatoria ma per illuminare il presente e le risorse di ognuno. Tengo corsi di avvicinamento al mondo naturale e a quello intuitivo, che trattano di vari argomenti: piante officinali, cosmetici naturali, tarocchi e come usarli per il selfcare. I miei corsi e le mie consulenze sono sia online che dal vivo.

Ma sono anche formatrice teatrale, specie con adolescenti, bambini e con persone con varie dis-abilità. 

Attualmente sto curando un progetto con un gruppo di adolescenti, che si chiama “Il corpo poetico” e che è dedicato a Pinocchio; a breve inizierò un altro progetto con un gruppo di persone dis-abili, un percorso intensivo tra teatro e musica; sono anche la maestra di teatro di una scuola materna, e con i bambini lavoriamo applicando tecniche di improvvisazione, gioco teatrale e immaginazione.

5) Siccome credi anche tu nell’anima multipotenziale, vorrei chiederti: quando hai scoperto o preso consapevolezza di essere una #multiwoman?

Credo di averlo sempre saputo. Da ragazzina venivo rimproverata di essere troppo: troppe cose, troppi interessi, troppe inclinazioni. Suonavo il pianoforte (l’ho studiato per una decina di anni, dai 9 ai 19) e ascoltavo i Nirvana, facevo teatro e volevo fare la stilista (ho fatto anche un corso di cucito in una vecchia sartoria bolognese, un momento bellissimo!).

Non sempre è stato facile: molto spesso chi è multipotenziale viene tacciato di superficialità, oppure di incostanza. Ma non è così! E che a me piacciono tante cose, e voglio assaggiarle tutte. Voglio imparare a farle, e vivere esperienze formative importanti. Piano piano ho capito che questo è un mio punto di forza, e non una debolezza.

6) Come questo ha trasformato la percezione di te stessa e dalla tua vita?

Dopo la Scuola di Teatro, e dopo un anno di lavoro in vari teatri, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Tecniche Erboristiche. Molte persone a me vicine mi hanno detto: “sei pazza! Ci sono un sacco di esami di Chimica! Tu hai fatto il Classico! Sei un’attrice!”

Eppure, l’ho fatto. Ho cambiato radicalmente la mia vita e per un periodo ho abbandonato il teatro. Finché non mi sono resa conto che io sono l’una e l’altra, l’attrice e l’erborista, la floriterapeuta e la maestra, la regista e la tarot reader. Allora tutti i pezzi sono tornati a posto: non dovevo più rinnegare il mio passato o pensare che avevo perso tempo! Anzi: tutto quello che ho fatto definisce quella che sono adesso.

7) Trovo le tue parole molto rincuoranti, soprattutto per chi non sa scegliere. Ma come essere una #multiwomen ti ha influenzata o aiutata a scegliere il tuo lavoro attuale?

Essere multipotenziale per prima cosa mi ha spinta a lavorare in proprio. Sono stata anche dipendente, ma is not my business, assolutamente. Ho bisogno di gestire il mio lavoro, i miei spazi, e di dare voce alle diverse parti di me. Essere dipendente dà sicurezza economica, certo: ma in quel caso avrei dovuto rinunciare alle mie multipotenzialità, che sono perfette per il mio lavoro.

Sono perfette perché questo lavoro me lo sono inventato: mescolo piante e fiori di Bach, tarocchi e teatro, e quello che ottengo è un’alchimia unica, che mi rende riconoscibile e che è solo mia. Non potrei proprio fare nessun altro lavoro.

Certo, a volte è faticoso, molto spesso è incerto – ma quando vedo tornare una mia cliente con gli occhi che le brillano, oppure quando indirizzo qualcuno verso il suo completo sbocciare, o ancora quando nei laboratori di teatro accadono cose meravigliose e irripetibili, allora so che sono davvero sulla strada giusta.

8) Come #multiwomen, abbiamo il bisogno di trovare un nostro fil rouge: come hai trovato il tuo e cosa collega?

Il mio fil rouge è la scoperta e il contatto con la mia parte più autentica e creativa. Una grande influenza sicuramente è data dal mondo vegetale, dalle piante – con le quali ho da sempre una relazione particolare.

Questo contatto è, secondo me, una delle cose più importanti per ognuno di noi. Io so che con il mio lavoro, sia dal punto di vista intuitivo, che da quello scientifico-fitoterapico, fino ad arrivare all’espressione teatrale posso mettere in contatto le persone con la loro vera natura.

Un altro fil rouge del mio lavoro è sicuramente l’attenzione e l’attrazione per tutto ciò che è marginale: la piante spontanee che crescono ai lati delle strade, le persone più fragili, gli spazi liberi dove poter esprimere le proprie emozioni, la ricerca di un equilibrio che non necessariamente è allineato con il senso comune. Da poco ho sviluppato una consulenza particolare dedicata a chi non è madre: anche io non ho figli, e voglio aiutare e supportare a livello emotivo e intuitivo tutte quelle donne che vivono questa condizione con difficoltà.

Restituire il posto giusto ad ognuna di noi – portare alla luce l’oro. Non per niente sono alchimista, no?

9) Ultima domanda Cecilia: in qualità di multipotenziale, quali consigli ti senti di dare?

Vorrei dirti, a te che ami suonare il flauto ma anche fare free climbing e magari sei laureata in architettura; oppure a te che suoni il violino e sei una pasticciera; o ancora, se sei una biologa, ami fare surf e stai facendo uno studio su tutti i tè del mondo – o qualsiasi altra cosa tu ami fare; voglio dirti di continuare a farla.

Voglio dire a tutte le multipotenziali: non censuratevi. Non reprimete la vostra voglia di conoscere, di sperimentare, di accrescervi. Noi siamo come caleidoscopi: riflettiamo mille colori, che tutti insieme formano un bellissimo mandala.

Abbi cura della tua diversità, falla crescere rigogliosa.

 

Grazie mille Cecilia, come al solito sei stata fantastica. Come ti ho già detto, hai un’empatia pazzesca e mi sembra di aver rincontrato dopo qualche tempo una vecchia amica. Adoro veramente questa tua anima libera, selvaggia e rigogliosa!

Io consiglio a tutte di farsi un giro sulla pagina facebook e sul profilo Instagram di Cecilia e pure sul blog per approfondire i vari percorsi che lei propone o solo anche per saperne di più sui Tarocchi!

Purtroppo il secondo appuntamento con il progetto #multiwomen per questa settimana termina qui!

Se quello che hai letto ti piace, fammelo sapere mettendo like alla mia pagina facebook dal box qui sotto, ma soprattutto fammi sentire la tua voce!

Un abbraccio, Carlotta

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